Translate

Il monastero di Montebello

Il monastero di Montebello dispone di quattro camere e due appartamenti per un totale di 11 posti letto e si presta particolarmente alla realizzazione di corsi, meeting o giornate di studio perché contiene due grandi saloni, uno per accogliere 100 persone e l’altro per ospitarne 200. Inoltre nel piano seminterrato è situato il museo della civiltà contadina “Sulle tracce dei nostri padri” che contiene una sezione archeologica e attrezzi da lavoro rurali tradizionali.
Le camere sono disponibili tutto l’anno tranne gennaio, mese di chiusura.

Il Beato Pietro Gambacorta e il suo arrivo a Montebello nel 1377. Com’era Montebello alla fine del ’300 e come ci arrivò Pietro? Ne abbiamo una descrizione fatta da Padre Bernardino Pucci, priore del monastero di Montebello, eletto per tre volte nel 1638, nel 1641 e nel 1655: “Il nostro Gambacorta si portò finalmente in un altissimo colle che dagli abitanti dei villaggi Monte Brardo viene appellato, quindi mirò alla falda di questo, verso tramontana, un altro sito non più lungi che due tiri di mano e quivi si trasferì Pietro, e giunto parve che lo Spirito gli dicesse: quivi è destinato che tu debba stabilire il tuo soggiorno. Ed egli qui fermossi e disse: ‘Perfice gressus meos in semitis tuis ut non moveantur vestigia mea’. Fu termine dunque del di lui viaggio questo luogo che io dico comunemente appellato Montebello. (…) Questo giogo di montagna è per lo più da alberi e nulla di meno fertile di ottimo grano, di biade e produce in abbondanza erbe per pascoli degli armenti e di tal qualità che se ne ritrae perfettissimo formaggio, contiene nel più erto una assai comoda strada che per la carra, là dove Federico Duca d’Urbino per questo in buona parte traghettò materia e legname per fabbricare la sua famosissima corte, ed a tal fine fé acconciare le stalle del nostro convento per gli animali destinati a quel carreggio, e nelle sue falde è ripiena di ville e amenissimi colli. Tra l’austro e levante si stende un tratto di piano assai capace e comodo e tutto pienamente vestito di quantità di querce et altr’alberi, di noci e castagni e cipressi e sono buona parte delle querce in maniera disposte, che formando per lo piano commodi e larghi stradoni fanno credere che ad arte siano state accomodate. Quivi dunque fermossi Pietro. E quivi dié principio a nuova forma di vita”.